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Democrazia Audiofila...manifesto programmatico o realtà possibile?

Ricordo una delle mie prime esperienze da ragazzino, entrando in uno dei negozi di hi -fi presenti nella mia città; appena varcata la soglia, i miei sensi  furono allertati, innanzi tutto, sotto il profilo olfattivo. Già, proprio l’odore e non la vista fu il primo dei miei sensi richiamati dal cervello; un incredibile mix di odori provenienti dai vari apparecchi disposti in quegli scaffali, così ordinati, così geometrici.

Era l’odore del metallo dei cabinet delle elettroniche, del legno dei diffusori e delle basi dei giradischi (ricordo distintamente l’odore dei possenti giradischi Denon a trazione diretta n.d.r.), ma anche quello che proveniva dal settore dei dischi.

Benny Cassarà
Articolo di Benny Cassarà
riproduzione riservata
GIRADISCHI DENON-DPL-59-L
GIRADISCHI DENON-DPL-59-L

Si mischiava con la plastica che rivestiva i vinili ancora sigillati o le musicassette in esposizione. Ancora, poi, la moquette al pavimento e i pesanti tendaggi, presenti nella saletta delle prove, facevano il resto. Per un ragazzino, appena quattordicenne, respirare quell’aria per la prima volta, un odore così differente da quello che avevo sentito nei negozi più generalisti di elettronica, era come essere avvolti da un laico incenso. Quasi una sorta di iniziazione che avveniva, come in un rito che faccia della solennità la propria cadenza, con piccoli passi, uno per volta. E quello era in cima alla lista. Non avevo mai visto tanta roba tutta in una volta. Una distesa di nomi letti e riletti tante di quelle volte nelle riviste che avevo consumato più volte  rileggendo quegli strani termini….risposta in frequenza…..distorsione….rapporto segnale rumore….

Accedere ad uno di questi negozi fu per me l’avveramento di un sogno; ma anche la conferma della effettiva tridimensionalità di quegli oggetti visti piatti, su di una pagina ormai consunta, sì che non riuscivo più a credere che esistessero anche nella realtà. Entrai stringendo al petto il giubbotto, nella cui tasca interna avevo spinto in fondo quel gruzzoletto raccolto in due anni di accantonamento di regali per ricorrenze e compleanni, mosso come ero da un unico obiettivo…avvicinarmi il più possibile alla magia della Musica.

La meraviglia

Nonostante l’evidenza della minore età fui accolto con un sorriso, subito dopo richiamato dalla precisazione verbale che forse avessi sbagliato luogo, e che dovessi cercare in altro posto. Insistetti che sapevo benissimo dove mi trovassi; lo sapeva anche l’autista dell’autobus al quale avevo chiesto durante il tragitto quale fosse la fermata più conveniente per scendere e fare meno strada fino alla via….dove si trovava la mia meta. Mi fu data allora nuovamente parola e chiesto quanto volessi spendere….risposi con sincerità, indicando fino all’ultima lira posseduta in quella tasca nascosta…

Allora il Tizio si voltò verso un altro signore presente in negozio e comunicarono tra loro con un accenno di smorfia. Capii da quel segno mimico che non avrei compiuto un passo ulteriore nel mio cammino verso la conoscenza.

Ne ebbi la conferma, poi, quando mi rispose che quella somma bastava, forse, ad acquistare un singolo accessorio, bello, ma inutile in assenza del denaro necessario ad acquistare il resto dei componenti.

Ma non fu neppure quello a ferirmi.

Semmai la frase successiva, relativa alla circostanza che lì si vendeva vera hi-fi e che i prezzi partivano da una base che io prima di allora non avevo considerato neppure come vetta. Direte Voi che non avevo fatto bene i compiti a casa; che mi fossi fermato a leggere gli articoli presenti nelle riviste senza però arrivare fino in fondo, dove si riportava il prezzo. In realtà lo avevo letto tutto; quello, così come gli altri articoli. Prima e dopo. Ma quello che non avevo compreso era che quel mondo aveva le sue regole e le sue chiavi di accesso, che non erano per tutti. Lo erano per altri, diversi da me, in quel preciso momento. Ero al primo superiore, avevo cominciato il greco e iniziato a conoscere delle parole, tra cui democrazia ῆμος, démos, «popolo» e κράτος, krátos….«potere»………presi atto di quello che stava accadendo.

La delusione

Ero un giovane cittadino, ma ancora estraneo a quel popolo e nessun potere per reclamare un diritto. Nelle settimane successive, l’unica cosa cresciuta era la delusione di non avere potuto coronare il mio sogno di “primo impianto” ma, al contempo, la voglia di riprovare, con un secondo tentativo, diveniva giorno per giorno insopprimibile. Mi feci forza e ritentai la sorte, recandomi in un nuovo e diverso negozio (un altro ancora lo scartai subito perché mi fu raccontato che vi era un titolare ancora più settario verso i neofiti).

Entrai nel locale che costituiva per me la "seconda" vera occasione

Era come se avessi voltato il precedente libro cambiando verso di lettura! Gentilezza, considerazione e forse anche conforto verso il mio misero capitale economico….”C’è sempre una qualità raggiungibile per ogni possibilità economica, mi disse il titolare e poi soggiunseinizia ad ascoltare, anche in piccolo, ma con una base di qualità…questo mondo è un’avventura a tappe, si rischia di non andare avanti se non si ha la pazienza di crescere per gradi.

GEORGE-BENSON-Give-me-the-night-mc-cassette

Ero andato avanti nel rito, o forse avevo accettato e capito di potere percorrere anche una stradella secondaria che un giorno mi avrebbe fatto confluire nel cammino principale…

Quel giorno il mio acquisto si perfezionò con 2 oggetti, il primo, la musicassetta di George Benson “Give Me The Night”, il secondo…..merita un video.

Marantz Superscope cassette radio recorder

La lezione più importante che imparai? Che anche in hi-fi può esistere la democrazia.

Basta trovare Chi ci crede ancora…..

5 Comments

  1. Anche poeta, molto profondo.,😂👏👍

    Francesco Paolo Bollino
    1. Grazie per l’apprezzamento

  2. Anche io iniziai così ma era un radio/cassette Grundig, degli anni d’oro della casa.
    E per di più iniziavano le trasmissioni le prime radio libere:
    quanta musica e quante emozioni, sicuramente indimenticabili.

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